Magari non sono piaciuti i toni, magari è difficili accettare la solita lezioncina padana. Va però detto che i dati diffusi dal ministro Tremonti sulla spesa dei fondi europei al Sud sono veritieri e c’è un effettivo problema di incapacità amministrativa (il titolare dell’Economia la chiama cialtroneria). Tuttavia, il conto dei soldi buttati non si ferma alle Regioni meridionali: a ben vedere anche il governo ha speso male o non speso miliardi di euro per incapacità amministrativa (Tremonti la chiamerebbe cialtroneria?).

Palazzo Chigi
Mario Sensini sul «Corriere della Sera» di oggi pubblica i numeri della Ragioneria Generale dello Stato. Nel calcolo dei soldi buttati dalle Regioni del Sud spiccano i 43,6 miliardi di euro messi a disposizione dall’Unione europea (49,7 per cento) e dallo Stato (50,3 per cento) per recuperare il ritardo di sviluppo di Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia. A metà dell’opera (i fondi valgono per il 2007-2013), sono stati spesi appena 2,8 miliardi, il 6,49 per cento. E la percentuale dei soldi buttati sarebbe stata di ben il 94,9%, se non ci fosse stata la Basilicata a tirare su la media. Nel nuovo periodo di programmazione la Basilicata ha già speso il 14,3 per cento delle risorse europee e nazionali (154 milioni di euro su poco più di un miliardo).
Ma anche il governo centrale butta via i soldi messi a disposizione del Mezzogiorno. Il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e competitività”, che vale 6,2 miliardi di euro destinati ai progetti di 1.949 imprese, registra una percentuale di spesa di appena il 7,31% (e sarebbe ben più bassa se la quota di 100 milioni di euro al Fondo di garanzia non risultasse già assegnata e spesa). Ed enormi quantità di soldi sono buttate via anche per quanto riguarda il programma “Sicurezza per lo Sviluppo”, che finanzia le iniziative per contrastare la criminalità. Dopo tre anni è fermo a un misero 12,9% di spesa.
L’unico dei programmi per il Sud gestiti dallo Stato e cofinanziati dalla Ue che sembra funzionare è quello su “Reti e mobilità”, che riguarda le infrastrutture. Aveva 2,7 miliardi e a fine giugno 2,5 risultavano già assegnati a grandi progetti in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Anche se gli impegni di spesa veri e propri sono ancora indietro e secondo i dati dell’Ance, l’Associazione dei Costruttori edili, non arrivano al 25% della somma disponibile.
Nella montagna dei soldi buttati via finisce anche buona parte dei quasi 90 miliardi di euro virtualmente nelle tasche dei governatori per il Fondo per le Aree Sottoutilizzate. Buona parte, come detto, viene dallo Stato. Le risorse Ue ammontano a 27 miliardi, gli altri 63 arrivano da Roma, il cui Fas finora ha determinato più polemiche che sviluppo. I soldi sono assegnati direttamente alle Regioni e sono spesi attraverso programmi pluriennali che devono essere approvati dal governo. “Nel precedente periodo di programmazione, quello 2000-2006, il Fas è stato un flop clamoroso”, sottolinea il Corriere della Sera.