di Erminia Mazzoni*
Da oggi la Banca del Mezzogiorno ha il volto delle 15 persone che Berlusconi, Tremonti e Scajola hanno indicato quali componenti del comitato promotore.

Erminia Mazzoni
Quale sarà la loro missione?
La Banca del Mezzogiorno ha l’obbiettivo di ridurre il divario esistente tra le diverse zone del territorio italiano in relazione alle condizioni e disponibilità di credito bancario.
A tale scopo essa vuole operare come nodo di collegamento tra le banche territoriali, facilitando la raccolta con costi più competitivi che in passato e fornendo, in fase di avvio, una garanzia pubblica.
In aggiunta la Banca offre servizi avanzati che le singole banche, soprattutto per la loro dimensione, non possono fornire, senza porsi in concorrenza con le banche esistenti nè sviluppare una sua autonoma rete distributiva.
Per raggiungere l’obbiettivo descritto, la Banca del Mezzogiorno acquista dalle banche aderenti (banche territoriali di I livello) mutui a medio-lungo termine di piccole e medie imprese del Mezzogiorno (PMI), finanziando l’acquisto in parte con la sua dotazione di capitale ed in gran parte mediante l’emissione di obbligazioni.
Il meccanismo descritto permette alle banche aderenti di smobilizzare –almeno in parte – il proprio portafoglio di mutui a medio e lungo termine ed avere così risorse fresche per nuovi
impieghi a condizioni vantaggiose. Si produce in tal modo un aumento della liquidità dei mutui a medio e lungo termine, riducendone il costo.
Le obbligazioni garantite dai mutui sottostanti utilizzano il sistema dei c.d. “covered bond”, strumento estremamente diffuso a livello europeo, che consente di ottenere un rating particolarmente elevato per le obbligazioni e quindi a collocarle a tassi piu’ bassi riducendo il costo della raccolta e il tasso a cui i mutui possono essere smobilizzati dalle banche aderenti.
L’operazione descritta viene resa possibile anche dalla applicazione di un prelievo fiscale differenziato, al 5%. Come ricorda il Presidente Obama, imprimere una svolta al sistema finanziario promuovendo la separazione delle attività di banca commerciale da quelle di banca di investimento, nasce dalla necessità di rendere meno conveniente l’attività di trading proprietario per favorire l’attività a sostegno delle imprese.
Sul piano Europeo, i lavori di Basilea3 imporranno limiti più stringenti alla composizione del capitale delle banche, con un effetto di rafforzamento della base patrimoniale.
Tale meccanismo avrà un impatto molto forte sul sistema economico di realtà come il mezzogiorno d’italia, rappresentato in prevalenza da imprese di medie e piccole dimensioni fortemente dipendenti dal credito bancario.
Infatti, in questo contesto è prevedibile che le banche siano spinte ad una maggiore prudenza nelle scelte dei profili di rischio, aumentando in conseguenza il costo del denaro.
In questo scenario la creazione di un soggetto come la Banca del Mezzogiorno è anticipatrice della ridefinizione futura del profilo degli operatori del mercato finanziario e va, dunque, accolta con favore.
Il tema resta: la banca “del” mezzogiorno sarà realmente la banca “per” il mezzogiorno? Per rispondere affermativamente a tale quesito è indispensabile che, in sede di attuazione, si definiscano i parametri ai quali le imprese debbano rispondere, in modo da prevenire l’utilizzo dei finanziamenti da parte di imprese che abbiano solo la sede legale nelle regioni del mezzogiorno e che, nell’acquisto dei mutui si mantenga una quota parte di rischio sull’originato, al fine di evitare il pericolo di azzardo morale (lo stesso alla base della crisi americana), presente laddove chi conclude gli impieghi non partecipi al rischio economico nel caso di trasferimento a terzi.
*Parlamentare europeo Pdl, presidente commissione petizioni